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Didattica Metacognitiva

Con il termine metacognizione ci si riferisce ad un approccio teorico abbondantemente utilizzato in ambito psicologico ed educativo.
La metacognizione permette di approfondire i nostri pensieri, e quindi anche di conoscere e dirigere i nostri processi di apprendimento. È un processo di autoriflessione sul fenomeno conoscitivo, su cosa e come stiamo imparando, e su quali sono le motivazioni che ci spingono ad imparare quella determinata nozione.
Si può quindi affermare che la metacognizione è uno strumento di apprendimento
mediante il quale si rendono le persone consapevoli del modo in cui affrontano i compiti cognitivi e si insegna a gestire in modo efficace i processi che mettono in atto.
Quest’ approccio quindi, rappresenta una modalità privilegiata per trasmettere contenuti e strategie, a qualsiasi età, poiché mira alla costruzione di una mente aperta.
In generale, l’applicazione delle tecniche metacognitive nella didattica hanno riguardato soprattutto l’attenzione, la memoria, la lettura e la scrittura.

L’intelligenza è un costrutto che difficilmente si lascia imbrigliare in una definizione precisa e universalmente condivisa per i molteplici aspetti che il termine in sè comprende, e che variano a seconda del punto di vista e dell’impianto teorico da cui la si osserva e la si misura. In linea generale essa è definibile come la capacità di ragionare, apprendere, risolvere problemi, comprendere a fondo la realtà, le idee e il linguaggio in maniera da dirigere il proprio comportamento nel modo più adattivo per se stessi e per la realtà che ci circonda.

Risulta ormai sempre più chiaro che intelligenti non solo si nasce ma soprattutto si diventa nel corso dell’intero ciclo di vita.Non è troppo ottimistico considerare l’intelligenza una dimensione che può essere appresa, e quindi potenziata, anche nelle persone che sembrano essere dotate di un minore bagaglio innato di risorse o hanno subito rallentamenti per via di disturbi di natura organica o traumatica, oppure hanno semplicemente vissuto in un contesto che non ne ha potuto favorire le potenzialità presenti.

I bambini sono sicuramente molto delicati e sensibili all’ambiente che li circonda ma proprio in virtù del loro essere in via di sviluppo hanno grandissime possibilità di apprendimento, recupero e potenziamento delle abilità necessarie a garantirne una buona qualità di vita, per loro stessi e per le famiglie che li sostengono nella crescita.Si può imparare ad essere intelligenti fin da piccolissimi e lo si può fare per diversi aspetti: intelligenti nell’apprendere ciò che ci viene dagli insegnamenti a scuola e nei contesti culturali; si può imparare ad essere intelligenti nella gestione delle emozioni; si può imparare ad essere intelligenti nei rapporti con gli altri, coetanei e adulti; si può imparare ad essere intelligenti nei confronti di se stessi riconoscendo come usare al meglio i nostri pregi, le nostre capacità così come i nostri limiti e le nostre incapacità.Tutto questo è possibile attraverso un percorso di relazione che dia la possibilità di conoscere e sperimentare come funziona la mente umana (la memoria, l’attenzione, il linguaggio, la lettura, la scrittura, il calcolo, e le emozioni che colorano e danno significato agli atti mentali: la gioia, la paura, la tristezza, l’imbarazzo, la rabbia, l’empatia, solo per citarne alcune), come funziona la nostra mente in particolare e come possiamo diventare capaci di regolare il nostro funzionamento nel mondo, cioè la nostra intelligenza.
La Metacognizione è una disciplina delle scienze cognitive e psicoeducative che riguarda la consapevolezza, la riflessione e l’uso ragionato del modo in cui funziona la nostra mente.
Non si tratta di una disciplina ad unico appannaggio di tecnici e ricercatori ma di una abilità che può essere sviluppata fin dai primi anni della scuola dell’infanzia ed essere trasferita dagli adulti ai bambini e persino viceversa.
Tutti possono trarne beneficio, ma restando nell’ambito che qui ci preme favorire, possono farlo i bambini superdotati così come i bambini affetti da ritardo mentale o da disabilità fisica o da difficoltà di varia natura in ambito scolastico (difficoltà di lettura, scrittura, calcolo, memoria, difficoltà di linguaggio e comunicazione dei propri pensieri e dei contenuti appresi, metodo di studio inadeguato, scarsa motivazione allo studio, problemi di integrazione con i compagni, difficoltà di rapporto con gli insegnanti), bambini che manifestano scarsa autostima o sono poco in grado di provvedere all’autonomia personale (avere cura della propria igiene personale, delle proprie cose, contribuire ai piccoli compiti della vita domestica). L’elenco potrebbe continuare poiché l’intelligenza è qualcosa che attraversa tutta la vita delle persone, qualsiasi sia l’angolazione da cui la si guarda.

Continua....