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Nel corso della propria vita, gran parte dei bambini/ragazzi, in età scolare è probabile che sperimentino delle complicazioni psicosociali. Queste possono includere difficoltà di rendimento scolastico e di comportamento in classe, problemi comportamentali secondari, relazioni familiari e con i coetanei tutt’altro che soddisfacenti, ridotta autostima e altri tipi di difficoltà emozionali. Il più delle volte questa sorta di problemi si sviluppano lentamente nel corso del tempo. Nella misura in cui inizialmente essi risultano assenti, si può supporre che dei tentativi di intervento precoce possano servire a ridurre il rischio che tali complicazioni insorgano. Allo scopo di perseguire questo obiettivo; ritengo fondamentale, la realizzazione del seguente laboratorio:
E’ importante aiutare la persona ad acquisire una migliore comprensione delle proprie esperienze emozionali ; insegnare loro che esiste un legame tra i pensieri, sentimenti e comportamenti. Infatti il riconoscimento delle emozioni e la comprensione della relazione tra i pensieri, sentimenti e comportamenti, costituisce la pietra miliare.
Man mano che la persona sembra acquisire una comprensione delle loro emozioni, che riescono accuratamente ad identificarle, a riconoscere la loro influenza sul comportamento e sul pensiero, e a capire che possono prendere dei provvedimenti per moderare l’ intensità e l’ influenza delle loro emozioni, incoraggiamo ad adottare nei riguardi della vita una propensione al problem-solving.
In altre parole, viene insegnato loro che i problemi e le delusioni rappresentano una parte naturale della vita, e quando individuato un problema è meglio risolverlo attivamente.(per esempio sentirsi arrabbiati è il segnale che esiste un problema e che la persona deve elaborare un piano per eliminare il fattore stress o affrontare quei sentimenti).
Viviamo una vita piena, in cui riusciamo a trovare una gamma di mezzi *(le dieci stelle; ovvero dieci operazioni cognitive) che concretizzano, simboleggiano ed esprimono in maniera varia le nostre esperienze. Un’auto-regolazione ottimale contribuisce al benessere, al senso di auto-efficacia e fiducia e ad un senso di coinvolgimento con il mondo.


Il laboratorio è articolato in 5 fasi salienti:
1. La musica; ….. 2 Oltre la musica
3. Emozione; ….. 4 Oltre l’emozione …..
5. Mettere in musica “Le dieci stelle”
*(che concretizzano, simboleggiano ed esprimono in maniera varia le nostre esperienze)
OBIETTIVI
1. Sviluppo del pensiero divergente
2. Acquisire e trasferire determinati processi e strategie cognitive (dieci operazioni) in altri
ambiti di apprendimento e nelle diverse esperienze di vita
3. Apprendere uno stile di vita che miri verso l’auto-realizzazione sviluppando le sue
auto-risorse affinché possa aiutarsi da sola
4. Sviluppo, analisi e ricerca del “pensare e fare” mediante l’ utilizzo delle dieci stelle
(operazioni cognitive) nell’ ambito del problem-solving
5. Riconoscere lo stretto rapporto tra emozioni e musica, attraverso la conoscenza e
l’apprendimento dei diversi elementi e tecniche musicali
6. Affinare nei ragazzi le capacità percettive al fine di favorire e migliorare l’interiorizzazione
dell’evento sonoro e dei parametri musicali
7. Rafforzare la consapevolezza dell’evento sonoro come esperienza biologica e fisiologica,
vero e proprio linguaggio con il quale esprimersi e comunicare
8. Sperimentare l’utilizzo del movimento corporeo come “mezzo” per vivere a pieno la
dimensione sonora che ciascuno possiede
9. Rafforzare nei ragazzi la consapevolezza della musica come linguaggio
10. Valorizzare la fondamentale potenzialità comunicativa della musica che consente una più
ricca comprensione della realtà e una più equilibrata maturazione cognitiva e affettiva
Caratteristiche del laboratorio
Nell’ utilizzazione della forma del laboratorio, entrano in gioco diverse dimensioni fondamentali :
♦ Dimensione motivazionale che permette di valorizzare bisogni e interessi di chi apprende, di
generarne dei nuovi, favorendo il desiderio di andare al di là;
♦ Dimensione esperienziale che permette di valorizzare e integrare conoscenze, competenze e vissuti
personali, intesi come punti di riferimento;
♦ Dimensione sperimentale che permette di superare lo schema rigido, favorendo una pluralità di
metodologie “attive” capaci di coinvolgere direttamente le persone;
♦ Dimensione investigativa che permette l’ elaborazione di percorsi e strategie per un corretto
accostamento e auspicabile soluzione dei problemi volta per volta affrontati;
♦ Dimensione relazionale che permette di mettere in gioco, condividendo con gli altri le proprie
esperienze, i propri convincimenti profondi e le proprie idee;
♦ Dimensione valutativa che abilita a saper valutare l’ attività formativa svolta, le simulazioni
sperimentate, i percorsi e le metodologie di approfondimento tematico impiegate, le soluzioni ai
problemi prospettati, per far tesoro degli errori e migliorarsi.
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